Assetti tematici del nuovo Piano

Pagina dedicata alle priorità tematiche del nuovo Piano Sociale Regionale
Gli obiettivi delle nuove politiche sociali e la promozione del benessere sociale e di salute
invecchiamento progressivo della popolazione; bassi tassi di natalità; tassi superiori alla media nazionale rispetto alla presenza di malattie croniche; difficoltà di integrazione (soprattutto lavorativa) delle giovani generazioni; incidenza doppia, rispetto alla media nazionale, dei casi di violenza; aumento delle fasce di popolazione a rischio di povertà ed esclusione; trend in crescita delle malattie neurodegenerative; persistenza, nonostante i buoni risultati conseguiti nelle precedenti programmazioni, di uno scarto tra domanda e offerta di servizi a sostegno delle persone con disabilità a partire da quella nel mercato del lavoro che vede tassi più bassi della media nazionale.
i campi di intervento, gli assi tematici di riferimento per i Piani sociali di ambito distrettuale, gli obiettivi previsti, gli output intesi come elenco dei possibili servizi e interventi, ulteriormente integrabili a livello di Ambito distrettuale; i risultati attesi dalla loro applicazione, le conseguenti azioni per il miglioramento continuo del benessere.
Gli obiettivi essenziali di servizio e le azioni di miglioramento
Rafforzare la cooperazione fra Comuni e ASL per lo sviluppo dei Punti Unici di Accesso integrati e diffusi sul territorio, assicurando un’adeguata presenza della componente sociale fra gli operatori del PUA e garantendo una maggiore diffusione e prossimità territoriale con i cittadini, specie nelle aree montane; Specializzare il ruolo dei Segretariati sociali sia nei compiti di informazione, prima accoglienza, orientamento ai servizi, accettazione ed elaborazione della domanda, sia nell’accompagnamento all’accesso, quali snodi territoriali operanti in stretto raccordo con i PUA e con il Servizio sociale professionale; Regolamentare l’accesso al sistema dei servizi con specifici regolamenti di accesso , validi su tutto il territorio di ciascun Ambito distrettuale, alle prestazioni sociali agevolate, garantendo equità e trasparenza.
Ridefinire il ruolo e l’assetto ottimale del Servizio sociale professionale quale pilastro dell’intero sistema dei servizi e degli interventi sociali locali con compiti attivi di coordinamento dei servizi e di regia dell’erogazione, del monitoraggio e del controllo dei piani individualizzati di intervento; Potenziare il ruolo del servizio sociale all’interno delle Unità di Valutazione Multidimensionale , dando pari dignità alla componente sanitaria e a quella sociale, con definizione di protocolli comuni per i piani prestazionali condivisi; Ridefinire e rilanciare il ruolo delle Equipe per le adozioni , estendendo il loro ruolo anche in materia di affidamento familiare, con la piena attuazione delle Linee guida approvate dalla Regione (DGR 971/2013), e raccordo con le linee guida in materia di maltrattamento sui minori, favorendo una più incisiva integrazione fra le professionalità sociali, sanitarie, giudiziarie che presiedono i processi di protezione dei minori in situazioni di disagio.
Organizzare un servizio attivo o attivabile a domanda di pronto intervento sociale , in rete con le organizzazioni di contrasto alla povertà e sperimentando forme di istruttoria pubblica e di co-progettazione; Favorire il superamento delle emergenze sociali rafforzando la connessione degli interventi del PIS con servizi di inclusione strutturati (OE8).
Incrementare l’assistenza domiciliare sociale in favore di persone anziane e disabili e metterla in rete con gli altri servizi di cura; Sviluppare l’integrazione dell’assistenza domiciliare socio-assistenziale (attualmente circa 5000 utenti) con l’assistenza domiciliare sanitaria (circa 11000 utenti) attraverso piani individualizzati e integrati di presa in carico e specifici protocolli operativi fra Ambito distrettuale e Distretti; Potenziare l’assistenza domiciliare educativa in favore delle famiglie multiproblematiche con minori quale misura per la prevenzione del disagio e del maltrattamento.
Sperimentare servizi comunitari basati sul “welfare generativo” e sul “welfare relazionale” in favore di anziani, disabili e famiglie differenziati sia nelle aree interne che nelle aree metropolitane, in forte collaborazione con il terzo settore, anche con l’utilizzo della co-progettazione.
Consolidare la rete degli asili nido esistenti attraverso la riqualificazione dell’offerta e la maggiore flessibilità organizzativa; Sviluppare servizi educativi innovativi, specie nelle aree montane e interne, per piccoli gruppi di bambini nella prima infanzia, in grado di fornire risposte personalizzate e flessibili con costi contenuti; Riqualificare gli interventi dei centri diurni socio-aggregativi per minori, disabili e anziani.
Promuovere lo sviluppo di una rete di microresidenzialità di tipo familiare per minori, anziani e disabili, superando i modelli istituzionalizzanti, sia secondo un approccio di piccola comunità protetta che di comunità a valenza sociosanitaria integrata per i bisogni più complessi; Favorire la fruizione di servizi diurni sociosanitari in co-gestione fra Aziende ASL e Ambiti distrettuali.
Garantire su tutto il territorio regionale lo sviluppo di misure di sostegno al reddito accompagnate da servizi di inclusione sociale di tipo multidimensionale e globale; Assicurare il servizio di trasporto per l’accesso a strutture sociosanitarie e sanitarie per persone con disabilità.
Le risposte integrate ai bisogni nell’area della famiglia, delle nuove generazioni, delle persone con disabilità, degli anziani, della povertà e dell’esclusione sociale per gli adulti fragili e gli immigrati.
A. Indirizzi per le politiche per la famiglia
servizi e interventi integrati sociosanitari di sostegno alla genitorialità e alla nascita, di consulenza e di mediazione familiare, di prevenzione e contrasto alla violenza di genere; attivazione di Centri Famiglia integrati, che possano assicurare un monitoraggio costante delle relazioni familiari, anche in collaborazione con il terzo settore; interventi di sostegno economico integrato a servizi di home visiting e di accompagnamento alla nascita per le coppie o per le madri in difficoltà; sviluppo e messa in rete nel Piano sociale di ambito distrettuale dei Centri antiviolenza di cui alla L.R. 31/2006 e dei Consultori familiari; azioni per conciliare tempi di vita e tempi di lavoro, anche in attuazione della legge regionale 16 dicembre 2005, n. 40; rafforzamento della rete per lo sviluppo dei servizi della prima infanzia, attraverso un raccordo fra scuole dell’infanzia pubbliche e private, anche in attuazione della L. 107/2015 sulla “Buona scuola”, che prevede un ciclo unico 0-6 anni; previsione di forme più flessibili di accoglienza dei bambini nelle piccole realtà delle aree interne rispetto a quelle previste dalla L.R. 76/2000; promozione e incentivazione di forme di auto-organizzazione di servizi fra famiglie, flessibili e di prossimità, per la cura dei bambini, dei disabili e degli anziani, secondo il modello del welfare generativo.
B. Favorire la crescita delle nuove generazioni
promuovere il pieno raccordo inter-istituzionale fra le azioni dei Piani sociali di ambito distrettuale e i Piani Triennali dell’Offerta Formativa scolastica, al fine di individuare nella scuola il luogo di aggregazione pomeridiano, specie nelle piccole realtà urbane e rurali, creando sinergie di investimento per le “Scuole Aperte” sia negli istituti comprensivi con tempo pieno e prolungato per i bambini che negli istituti superiori per gli adolescenti; interventi a carattere aggregativo, di socializzazione e di organizzazione del tempo libero in favore degli adolescenti, in grado di sviluppare forme di autogestione e di partecipazione attiva alla gestione sotto la supervisione di animatori e esperti; sviluppo di interventi multidisciplinari consulenziali (sociali, sanitari, giudiziari e scolastici), in grado di dare risposte integrate di tipo medico-pediatrico, pedagogico, educativo, socio-assistenziale, psicologico e di tutela civile, sociale e legale, ai bambini e agli adolescenti in difficoltà; interventi di prevenzione del maltrattamento e di riduzione dell’istituzionalizzazione dei minori attraverso misure integrate di assistenza educativa domiciliare, presa in carico dei servizi diurni, sviluppo dell’affidamento eterofamiliare; azioni di contrasto alla povertà infantile, anche alla luce del previsto “Fondo di contrasto della povertà educativa minorile” di cui all’art. 1, comma 392, della L. 208/2015, volte a favorire il pieno accesso alle opportunità sociali ed educative dei bambini fin dai primissimi anni di vita; azioni e programmi mirati e personalizzati per bambini che presentino situazioni di rischio di esclusione sociale o di maltrattamento e trascuratezza a causa di condizioni familiari problematiche, di appartenenza a culture diverse o a minoranze etniche, della presenza di disabilità, ritardi e disturbi della persona di qualsiasi natura; interventi per minori stranieri non accompagnati, per bambini di strada italiani e stranieri, per bambini immigrati e di altre etnie, atti a favorire la cura personalizzata di un progetto di vita orientato alla piena integrazione; sviluppo di reti e azioni fra gli Ambiti distrettuali, gli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni e le autorità giudiziarie minorili, le istituzioni scolastiche, i servizi sanitari al fine di prevenire il disagio e la devianza adolescenziale.
interventi, inseriti nel sistema integrato, atti a garantire l’informazione, l’orientamento e l’accesso ai diritti al lavoro, alla partecipazione alla vita civile, alla casa, all’istruzione e alla formazione, da parte dei giovani, anche con l’utilizzo dei Fondi per l’inclusione sociale; azioni di sostegno economico e logistico per lo sviluppo di centri e spazi di aggregazione giovanile autogestite; sviluppo del Servizio civile nazionale e regionale a livello locale e promozione del volontariato in collaborazione con i Centri Servizi per il Volontariato; rilancio di forme di partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica (forum, consulte, etc.); interventi e servizi integrati sociosanitari di prevenzione delle dipendenze, di cura e riabilitazione, di inclusione sociale per fronteggiare le esigenze primarie di accoglienza, cura e assistenza.
C. Promuovere una nuova strategia per le persone con disabilità
sviluppo e potenziamento di interventi per la vita indipendente di cui alla L.R. 57/2012 e snellimento dell’attuale legislazione per velocizzare il sistema di valutazione ed erogazione dei benefici, riconduncedolo agli Ambiti Distrettuali; sviluppo di servizi per la residenzialità di tipo micro e familiari, secondo il modello del “dopo di noi”, a partire da un maggiore protagonismo delle famiglie in rete con gli Ambiti distrettuali e riprendendo le buone prassi sperimentate nella regione; garanzia della predisposizione e realizzazione dei progetti educativi individualizzati per i disabili, ai sensi dell’art. 14 della L. 328/2000, da parte di tutti i Servizi sociali professionali degli Ambiti distrettuali quale vincolo per l’erogazione delle prestazioni sociali, sociosanitarie e sanitarie, e per l’attivazione del servizio per l’autonomia e la comunicazione degli studenti con disabilità; sviluppo di progetti di inserimento lavorativo assistito per i disabili, di formazione e lavoro, di intermediazione e mediazione sociale al lavoro; promozione di azioni per l’attuazione di tutti i diritti della persona disabile, ed in particolare del diritto alla vacanza, al tempo libero, alla mobilità, allo sport, alla partecipazione della vita sociale, civile e religiosa; forme di agevolazione per l’accesso a trasporti, servizi culturali, ricreativi e sportivi e per la diffusione di strumenti tecnologici atti a facilitare la vita indipendente, l’inserimento sociale e professionale; garanzia del trasporto da casa verso le istituzioni territoriali (scuole, centri e servizi sociali e sanitari, università, etc.); sostegno per il superamento delle barriere architettoniche; servizi di inclusione sociale per le persone con disagio mentale; servizi specialistici ad alta integrazione sociosanitaria per le persone con Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), anche attraverso l’utilizzo del Fondo Nazionale per le Non Autosufficienze.
D. Promuovere l’invecchiamento attivo e assicurare servizi di cura di qualità
servizi e interventi semiresidenziali di supporto al mantenimento dell’autonomia; servizi ed interventi domiciliari di prevenzione e limitazione dell’ospedalizzazione e dell’inserimento in strutture residenziali, volti a promuovere il diritto dell’anziano a permanere nella propria casa e a mantenere una vita di relazione attiva; potenziamento della gestione integrata dei servizi domiciliari in rete con il Distretto; sviluppo di luoghi dell’abitare a misura dell’anziano; sostegno all’attività di volontariato e di partecipazione attiva della persona anziana nella comunità locale; servizi di aiuto in situazioni di emergenza, quali telesoccorso, pronto intervento sociale, custodi sociali condominiali e di quartiere; organizzazione e disciplina del servizio reso dalle assistenti familiari italiane e straniere agli anziani attraverso specifiche azioni a livello di Ambito distrettuale.
E. Contrastare la povertà e l’esclusione sociale e favorire l’inclusione dei migranti
attuazione delle misure contenute nelle Linee di indirizzo per il contrasto alla grave emarginazione adulta , approvate dalla Conferenza Stato-Regioni nella seduta del 05.12.2015; sviluppo di misure multidimensionali di lungo-termine contro la povertà atte a favorire i processi di autonomia economica, consistenti in reddito per il sostegno all’inserimento, accompagnamento assistito al lavoro, accesso agevolato alle prestazioni, microcredito, servizi di inclusione alloggiativa, etc.; razionalizzazione e riqualificazione del sistema di accoglienza dei rifugiati sul territorio della Regione Abruzzo e stipula di protocolli operativi con tutti i soggetti istituzionali; piena attuazione della normativa in materia di lotta agli sprechi alimentari nazionale e regionale (L.R. 4/2016) al fine di creare un sistema di last minute market ; sviluppo di un Patto per l’inclusione sociale e la solidarietà sociale fra tutti i soggetti istituzionali e il privato sociale per il coordinamento di tutte le strategie e le azioni previsti dai diversi strumenti di programmazione e finanziamento; sviluppo dei servizi di mediazione culturale e al lavoro per le persone immigrate e revisione della normativa regionale per le persone con cittadinanza non italiana; sperimentazione di programmi di housing sociale e di inclusione abitativa per persone colpite da esclusione e per le persone immigrate.
- piano sociale 2016-2018